Dopo quasi due anni di pandemia globale, a inizio 2022 ci troviamo in una situazione ancora precaria e di grande difficoltà per molti di noi. L’ansia e la paura accumulata negli ultimi tempi hanno iniziato ormai a farsi sentire e c’è stato un notevole aumento della richiesta di supporto psicologico.
Questo è del tutto naturale: siamo stanchi e affaticati e i cambiamenti sono stati troppi, nel corso degli ultimi tempi, per cui sentiamo il bisogno di parlarne con qualcuno e analizzare la situazione.
Quest’anno, quindi, si prevedono ancora più richieste di supporto psicologico, che da una parte ci ricorda quanto sia naturale rivolgersi ad un terapeuta in caso di necessità, ma dall’altro ci mette in guardia dagli effetti disastrosi della pandemia, soprattutto sui giovani.
Ma se in tanti sentite il bisogno di andare in terapia, vorrei condividere con voi quattro cose da sapere prima di iniziare questo percorso, così da guidarvi in una scelta consapevole.
Andare in terapia: tempi e aspettative
Il percorso terapeutico è diverso per ciascun paziente e non ha tempi predefiniti entro i quali si raggiungono per certo gli obiettivi desiderati. Le nostre aspettative sono condizionate anche dai tempi della terapia e dal rapporto con il mondo di oggi, in cui siamo abituati ad avere tutto e subito.
Ma la verità è che non ci sono regole. Il professionista ha il compito di guidare il paziente attraverso un percorso di crescita, volto alla comprensione e al superamento di disagi o problemi.
Per questo motivo, se scegliete di andare in terapia, abbiate pazienza. Cercate di concedervi il giusto tempo per esplorare e andare in profondità dentro di voi, senza avere fretta di terminare il percorso o di stare meglio nel giro di pochi giorni.
Andare in terapia non è un gioco
Non aspettatevi di andare in terapia e di ottenere facilmente e senza sforzo i risultati che desiderate. Bisogna lavorare duramente su se stessi e scavare a fondo delle proprie paure. L’obiettivo, spesso, è capire l’origine di un problema, superare un disagio che debilita la nostra quotidianità o comprendere emozioni che ci travolgono. Non prendete sotto gamba questo percorso: cercate di iniziare con il giusto mindset improntato alla crescita e al lavoro costante, con la consapevolezza di dovervi impegnare ogni giorno.
Affidarsi e lasciarsi guidare
Fidarsi del proprio professionista è molto importante. Senza fiducia e comprensione, il percorso di terapia non porterà da nessuna parte e sarà uno spreco di tempo ed energie. Per cui è molto importante trovare il giusto terapeuta e poi farsi accompagnare, camminando insieme. Se avete dei dubbi, datevi il tempo di comprenderli insieme al vostro terapeuta. Vi suggerisco di dare molto valore al primo incontro conoscitivo: in questo modo potrete valutare se vi sentite a vostro agio. In molte occasioni, sensazioni del genere si avvertano subito, al primo incontro. Quindi ascoltate le vostre emozioni e, una volta fatta la vostra scelta, cercate di essere aperti allo scambio.
Andare in terapia: la paura di soffrire
Una delle mie citazioni preferite è “un giorno questo dolore ti sarà utile”.
Sono davvero convinta che, per superare un problema o un grande dolore, l’unica via d’uscita sia attraverso quello stesso dolore, perché solo dopo averlo esplorato e compreso sarà davvero possibile andare oltre e guarire. Per cui, se avete deciso di andare in terapia, aspettatevi di soffrire almeno un po’. Per smettere di ignorare il problema, l’unico modo è guardare in faccia il dolore e affrontarlo. Solo in seguito, dopo un lavoro di analisi e comprensione, sarà possibile guarire e lasciarsi tutto quel dolore alle spalle, così da vivere pienamente.
Spero che vi sentiate pronti per accogliere questi miei suggerimenti e iniziare un percorso di terapia nel migliore dei modi, con un approccio fiducioso e costruttivo.
Se avete già avuto delle esperienze in ambito terapeutico, vi invito a lasciare un commento con la vostra esperienza.